Una radio dedicata agli agenti di commercio. Sì, ma…

image_pdfimage_print

Con mia piacevole sorpresa ho da poco scoperto che è nata la prima web-radio dedicata alla categoria degli agenti di commercio (il cui banner ho posto immediatamente in testa a questo blog per dare modo a tutti di poterla raggiungere e ascoltare direttamente da qui).
La radio è diffusa attraverso il sito RadioAgenti.it e può essere ascoltata solo in streaming web (non la cercate sulle normali frequenze della vostra radio perché non la troverete).
Questa radio può anche essere ascoltata attraverso app dedicate, da scaricare sui propri telefonini (sia con a bordo il SO Android che con iOS).

Certamente una buona idea in un panorama radiofonico in cui davvero mancava una radio di settore, considerata la folta schiera degli agenti di commercio in Italia: oltre 220.000 (senza considerare le società che svolgono fondamentalmente la stessa attività…).
Il bacino d’utenza era certamente tale che l’idea di una radio dedicata ci stava davvero tutta.

L’editore che sta alle spalle dell’iniziativa è lo stesso dei siti forumagenti.itvenditori.it, networkagenti.it, cercoagenti.it, agenti.it e lo scopo che anima tutta la vicenda è abbastanza chiaro: creare un mezzo di diffusione alternativo per la ricerca di traffico qualificato da indirizzare verso i siti proprietari.
Il business collegato gira intorno alle inserzioni di ricerca agenti che le imprese pongono (a pagamento) sui vari siti del gruppo e che, da qualche tempo quindi, beneficiano anche dei passaggi radiofonici in cui gli viene dato risalto in maniera certamente più accattivante rispetto alla “solita” presenza sul web.

Una radio così, però, deve anche avere contenuti concreti per sperare di consolidare e fidelizzare gli ascoltatori e quindi, durante la giornata, si alternano rubriche dedicate alle normative di settore ove, in qualità di ospiti, sono presenti vari avvocati e commercialisti, ai quali gli ascoltatori possono porre quesiti di carattere generale in relazioni a dubbi e perplessità legate ai vari mandati alle vendite che li vedono coinvolti, oltre a momenti in cui i conduttori (bravi e degni di nota) affrontano la consuetudine del lavoro di agente di commercio, indicandone “piccole dritte” per svolgere al meglio questa attività.

I programmi in diretta sono, tuttavia, davvero pochi e durante la settimana vanno in onda ripetute repliche “riempitive”, a vari orari.
Completano il palinsesto i brevi radiogiornali ad intervalli regolari, il momento delle frasi illustri, una rubrica su sports alternativi e tanta musica.

Sebbene l’idea sia certamente degna di nota, la giovane età dell’iniziativa denota ancora qualche motivo di acerbità.
Gli argomenti trattati sono di carattere davvero troppo banale e rivolti ad un pubblico essenzialmente alle prime armi nel settore, atteso che chi fa l’agente di commercio già da qualche anno abbia ormai provveduto in proprio a documentarsi e tutelarsi attraverso i professionisti opportuni (avvocati, commercialisti, sindacati vari, …).
Di fatto, il messaggio che si percepisce è incentrato più sull’esaltazione dell’attività di agente di commercio che su contenuti veri da porgere a chi già svolge con fatica questa attività: si mira più a sponsorizzare questo lavoro a favore di chi ancora non ha scelto (o non ha trovato) la propria collocazione professionale che a trattarne i temi che realmente affliggono la professione.
Sembra una radio indirizzata a giovani disoccupati che si stiano cimentando con l’attività di agenti di commercio, in attesa “di qualcosa d’altro”, più che un vero media di settore.

La trattazione degli argomenti delle dirette è troppo “politically correct” e troppo (inutilmente) accademica.
Chi conosce davvero questo mondo sa benissimo quali siano le reali problematiche che affliggono i rapporti tra preponenti e agenti, non solo in termini legali e fiscali ma anche e soprattutto nella “vision” e nella considerazione che le aziende hanno dell’agente di commercio in quanto tale.
Oltre ai problemi inerenti, molte volte, a poca capacità organizzativa in relazione alla gestione della propria rete vendite da parte delle preponenti medesime, che vedono gli agenti solo come “carne da macello” (ho già affrontato più volte questi argomenti nel mio blog).

Ciò detto, se l’idea in sé mi piace molto, RadioAgenti.it , così com’è, rischia di passare solo come una semplice e banale iniziativa per fare facili marchette a favore dei propri siti web e null’altro.
Senza temi e rubriche che possano davvero attrarre i professionisti della categoria rischia di essere un media inutile: internet è pieno di consigli legali e fiscali sulla categoria degli agenti di commercio senza che risulti necessario creare una radio apposita.

Speriamo che veda presto un'adeguata evoluzione affinché questo nuovo media possa davvero rappresentare un punto di riferimento per la categoria: quella tipica radio che si ha voglia di ascoltare perché trovi le rubriche che davvero attirano la tua attenzione e che fai di tutto per non perdere.

Mauro

image_pdfimage_print

Lascia un commento