Per i miracoli ci stiamo attrezzando!

image_pdfimage_print

Capita che si prendano dei mandati con preponenti che prevedano il fisso mensile, oltre alle provvigioni, a beneficio dell’agente.

È solitamente un importo che prevede ed include in sé la remunerazione di obiettivi “sindacali” minimi, al fine di essere un investimento giustificato e giustificabile, oltre a prevedere una serie di adempimenti legati al relazionare le azioni compiute dall'agente sul territorio, a beneficio della preponente medesima.

Una sorta di controllo sulla persona a cui si riconosce questo fisso.

Non è certamente un assunzione, restando chiaro che l’agente rimane pur sempre una figura che svolge la propria attività in “piena autonomia di programmazione del proprio lavoro, nei modi e nei tempi”. Ovviamente entro le regole “quadro” stabilite dalla ditta mandante.

Attenzione a confondere tutto ciò con un lavoro di subordinazione.

Per sua natura l’agente è una figura che, purtroppo in molti casi, risulta semi-subordinata ma non dipendente.

Capita, quindi, che la preponente intenda in maniera “confusa” tale rapporto.

Il fisso, soprattutto quando si configura nell'ottica di importi che agevolino l’abbrivio dell’inizio della collaborazione (e non solo...), non è quasi mai un importo che permetta di vivere da nababbi senza far nulla (spesso è un mero anticipo/rimborso delle spese carburante o poco più…) ed è certamente giusto, oltre che doveroso nei confronti della ditta mandante, fare il proprio dovere, ma è anche necessario per l’agente agire in funzione di un’azione che generi pure delle concrete provvigioni aggiuntive.

Capita anche, però, che i primi tempi del rapporto non vedano subito un ritorno provvigionale immediato, in quanto la maturazione della semina iniziata con il nuovo mercato/target di riferimento, relativo al nuovo mandato, non convoli sin da subito a reali e numericamente valide contrattualizzazioni concrete che l’agente riesca davvero a definire.

Ciò significa che i primi tempi si debba e si possa godere solo del fisso, piccolo o meno che possa essere.

Soprattutto nei rapporti di mandato di natura plurimandatario diviene ragionevole considerare che l’agente possa occuparsi anche di altro (non in concorrenza ovviamente) per superare il “gap” temporale che lo distanzia da un guadagno congruo ottenibile da quello specifico mandato avviato da poco.

Tutto ciò diviene ancora più evidente se l’agente opera in qualità di società.

Poniamoci il tema vero della questione: se una mandante decide di riconoscere fissi mensili di propria spontanea volontà (e quindi già compresi nel mandato) è perché sa benissimo che il lavoro che attende il suo nuovo agente sarà complesso e non genererà immediatamente quei profitti che gli permettano di vivere dignitosamente con quell'incarico.

Occhio, quindi, all'accettare condizioni di mandato troppo limitanti dell’autonomia dell’agente sol perché c’è il fisso.

Ribadisco: l’agente, in qualunque caso, non è mai un dipendente e quindi non si può pensare che possa essere vincolato a qualcosa che non gli dia il congruo guadagno che gli permetta di abbandonare tutto il resto di cui possa occuparsi sol perché c’è il fisso (specie se la sua concreta erogazione è comunque legata al raggiungimento di obiettivi concreti di produzione, com'è giusto che sia).

Sono scelte ed eventualità che devono poter avvenire a regime: quando l’agente avrà innescato il giusto “volano” sul suo mercato/target di riferimento e i suoi guadagni, tra fissi e provvigioni, risulteranno ragionevolmente “congrui”, potrà decidere (e deve essere una sua libera decisione non resa obbligatoria da nessuno) se dedicarsi al 100% a quella mandante.

Nel frattempo, se si è plurimandatari, nessuna mandante può chiedere all'agente di ignorare i mandati degli altri (sempre se non in concorrenza) sol perché riconosce un fisso (lo dice la legge!), che rimane pur sempre legato ad attività ed obiettivi concreti e non sono soldi regalati! Nessuno regala nulla...

Ma anche se si è monomandatari bisogna essere ragionevolmente oggettivi: è vero che non potrò avere altri mandati ma se, per superare quel “gap” temporale espresso poc'anzi, mi metto a fare siti web (in prima persona) o compro e rivendo cellulari usati, nessuna mandante “col fisso” dovrebbe permettersi di eccepire alcunché.

Purtroppo capita che si guardi sempre all'orticello dell’altro e solitamente “il sazio non crede a chi è digiuno”: la mandate “col fisso” fa, spesso, un  ragionamento del tipo “con il mio fisso ti mantengo altre tue attività e questo mi rode!”.

Peccato però che non sia affatto vero e sia addirittura contraddittorio nei termini e nei fatti! Oltre ad essere improbabile per l'esiguità che, solitamente, ha tale fisso, che non è mai equiparabile ad uno stipendio vero.

Se con il lavoro che faccio per te mi trovo economicamente in una posizione agiata, che motivo avrei di “farmi il mazzo” nell'operare anche per altre entrate?!? Non certo per avidità… Sono sempre soldi "sudati"...

La giornata, alla fine, è fatta sempre di 24 ore e se ottemperando ai doveri di quel mandato potessi guadagnare in maniera congrua sin da subito e potessi godermi anche qualche ora della giornata per me stesso, chi me lo farebbe fare a sbattermi per guadagnare dell’altro dedicando anche il mio tempo libero ad ulteriori attività?!?

Cerchiamo di capire che a nessuno piace essere “mulo di lavoro” ma spesso si è costretti a diventarlo.

Fondamentalmente l’agente aspira a fare bene ciò che fa per guadagnare in maniera congrua e non ha nessuna voglia vera di fare altro solo perché vuole approfittare della mandante “col fisso” o, peggio ancora, abbia intenzione di “prenderla in giro”.

Discorso diverso se mi dai un fisso alto legato ad obiettivi bassi… Ma quello è “il paese delle meraviglie”!

Mauro

 

Lascia un commento