Cosa mi resterà di questo 2015…

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Anche questa volta siamo giunti alla fine dell'anno e come è normale che sia cominciamo a fare i bilanci del 2015 quasi concluso.

Cosa mi porto personalmente di quest'anno?

Certamente il ricordo di Charlie-Hebdo e del Bataclan, gli immigrati clandestini e i tanti morti in mare, i sacrifici economici fatti dal nostro Paese per sostenere un'idea di Europa che a me non piace, gli scandali bancari e Vatileaks e tanto altro, ma anche e soprattutto una considerazione più terra terra che mi spaventa e mi preoccupa...

Siamo in un Paese in cui gli imprenditori veri sono troppo pochi al confronto di tanti "bottegai" che si spacciano da imprenditori.

Siamo un Paese la cui economia è basata sulla piccola e media impresa ed è il tessuto socio-economico con cui mi confronto più spesso. Mi accorgo che se la crisi in questo Paese ha avuto gli effetti devastanti che conosciamo è in larga parte dovuto ad una classe dirigente/politica incompetente e figlia del clientelismo e ad un tessuto imprenditoriale carente. E' inutile incensarsi, come accade in qualche trasmissione TV ove si dice che i nostri imprenditori sono "speciali"... La verità è che imprenditori veri ce ne sono davvero pochi.

Nella piccolissima, piccola o media impresa vige la gestione del "bottegaio" che nulla ha imparato delle basilari regole di marketing, nulla ha maturato nella conoscenza di banche e finanza, poco sa di politica e poco ama informarsi davvero (intendo dire che non basta guardare il telegiornale tutti i giorni ma avere la capacità di discernere e analizzare con la propria testa le notizie che vengono propinate...).

Siamo un Paese in cui esiste una fetta di imprenditori lontana dalla cultura del web (e magari se ne vantano in quanto si sentono "vecchia maniera" invece di sentirsi "incompleti" come sono... Come se "vecchia maniera" fosse sinonimo di successo imprenditoriale a prescindere...), ma anche con una fortissima resistenza al cambiamento e all'innovazione che li rende ciechi sulle reali opportunità del mercato.

Una fetta di persone anziane che fanno fatica a delegare lo "scettro del comando" al giovane rampante di turno perché loro sanno tutto, sono meglio dei giovani perché loro sono intelligenti e gli altri cretini...

Se avessimo avuto una migliore classe imprenditoriale avremmo sentito meno l'impatto della grande crisi che ci attanaglia.

"Non si ferma il vento con le mani" e bisogna rendersi che come, in un tempo che sembra lontano, la meccanizzazione ha soppiantato gran parte del lavoro artigiano, oggi la tecnologia telematica ha soppiantato un modo di intendere la comunicazione finalizzata alla vendita del proprio prodotto.

Ci si deve rendere conto che la comunicazione viaggia ormai più veloce del pensiero e che non c'è più tempo per i messaggi di marketing di un tempo.

Questo è un Paese in cui sin quando eravamo in era pre-tangentopoli girava denaro per tutti, certamente non-figlio di competenze ed abilità, ma quando con la crisi avremmo dovuto metterci in gioco si è visto quanto vale il tessuto economico di questo Paese.

Cari piccoli imprenditori o pseudo tali, lasciate spazio a chi sa fare le cose perché siete ormai "vecchi" nello spirito, fatevi da parte (o fatevi collaborare davvero dando vere deleghe) e non ci rompete più i co..oni con le vostre idee di un lavoro e di un economia che non esistono più!

Buon Natale e Buon 2016.

Mauro.

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