Cosa mi porto del 2017. Pillole.

image_pdfimage_print

Come ogni anno accade che il 31 dicembre mi faccia un effetto strano: PENSO!
In effetti lo faccio spesso ma oggi in particolare.
Cosa mi lascia il 2017?
Qualche convinzione in più e qualche certezza in meno.

Sono convinto del fatto che ognuno è “in parte” artefice del proprio successo, anche se poi servono pure altre cose.
Ma è vero che se ognuno non ci mette del suo è difficile che il successo venga da solo.
È come la barzelletta con la quale si racconta del tizio che prega San Gennaro tutti i giorni per un anno per vincere al Totocalcio, sin quando San Gennaro gli risponde “figliolo, io ti posso pure aiutare a vincere alla schedina… Ma tu la schedina te la vuoi giocare o no?!?”
La schedina in questo caso è la costanza e la serietà con la quale si fanno le cose.
Molti sognano, pochi hanno la forza di perseguire con costanza il sogno.
Costanza significa fare le cose quando devono essere fatte e non “assolversi” con alibi facili per i quali “poi lo faccio”, “io questo so fare”, …
Fare le cose una volta, due, tre può essere facile ma farle tutte i giorni fin quando non arrivi il successo… Questo è il difficile.
Non è lo sforzo singolo che connota la persona determinata ma la costanza con cui espleta quel coraggio e quello sforzo tutti i giorni.
Non bisogna lamentarsi poi se le cose non vanno come vorremmo…
Magari penseremo pure che siamo sfortunati… Ma noi che ci abbiamo messo del nostro?
Far l’imprenditore non è un’idea ma la capacità di metterla in pratica, imparando le giuste competenze.

Non ho più la certezza che nel gioco dei sessi la vittima sia sempre la donna.
Attenzione, non sto minimamente sminuendo gli orrori e le violenze di cui sono vittime le donne, cose per le quali mi verrebbe la voglia di istituire la pena di morte, sebbene ne sia stato sempre contrario, ma penso solo alla capacità di certe donne di strumentalizzare la capacità di “fare le vittime”.
Conosco donne che hanno la capacità psicologica di far sentire il proprio uomo sempre e comunque inadeguato per perseguire uno scopo cinico e biasimevole: ottenere sempre di più.
Magari non in ottica di valori economici ma in linea di sudditanza morale.
Sono quelle donne che gestiscono la loro vagina all’occorrenza, elargendola solo quando conviene.
Sono anche quelle donne che non sanno dimostrare affetto ma sono solo prodighe di critiche.
Anche quando il loro uomo fa di tutto per darle il massimo che può.
Già, che può.
Non è detto che tutti possano permettersi la vita del lusso, ma non era nell’amore che si realizzava l’essere umano?
Sì, vabbè…
A volte è necessario un abbraccio, un bacio, un simbolo di affetto, una pacca sulla spalla della propria donna ed invece spesso vedo donne che sono capaci di vedere sempre quel bicchiere mezzo vuoto e farne sentire il peso al proprio uomo. Per dire che ne manca sempre un pezzo…
Ci si stanca così…
Ma l’uomo, per il suo stupido orgoglio, non sa fare la vittima come sono capaci le donne, non sa raccontarle queste cose… Ed allora fa sempre la figura dello stronzo anche quando i ruoli sono all’inverso…
Non sempre il divorzio è una pratica immediatamente fattibile, per tanti motivi. Ed allora si sopporta.
E si muore dentro ogni giorno di più.
Ma le donne sono più forti degli uomini, si sa, almeno psicologicamente.
Alle donne non è mai interessato soddisfare bisogni primari come alla scimmia-uomo…

Non sono più tanto convinto che abbia ancora un senso essere persone responsabili sempre e comunque.
Sembra che in un mondo pazzo come questo, ove si sia perso ogni valore, vada di moda il “me ne fotto” a tutti i costi.
Non sono certo che esista una classe dirigente all’altezza e che, laddove lo fosse, guardi ai miei interessi e a quelli della gente, quando li avrò votati.

Ma ho ancora una certezza: io valgo ed anche tanto.
Come valgono tanti come me che non hanno ancora avuto la sorte di vincere quella schedina.
Prima o poi il tempo ci darà ragione.
Io intanto la mia schedina la gioco ogni giorno.

Il mio augurio? Che sia l'anno giusto!

Buon 2018.

 

image_pdfimage_print
Un commento
  1. Non esiste l’anno giusto!
    Tutti gli anni sono giusti, siamo noi che siamo sbagliati!
    “Quelli che ballavano erano visti come pazzi da quelli che non sentivano la musica”
    A volte ho l’impressione di non sentire la musica, altre volte divento il direttore d’orchestra.

Lascia un commento