Con il “fiato corto”…

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Non riesci a gestire condizioni di pagamento ai tuoi clienti che siano difformi dal semplice importo in contanti?
CHIUDI!

Non sei in grado di compiere attente azioni per il sollecito dei pagamenti?
CHIUDI!

Non sei capace di assumerti alcun rischio?
CAMBIA MESTIERE!

Poiché non fai l’impiegato ma l’imprenditore, devi decidere come funziona la tua attività.

Chi non risica non rosica… Anche a costo di sbagliare (comunque errori “calcolati” che possano essere messi in conto e dall’impatto non disastroso…).

Mi trovo, a volte, ad avere a che fare con aziende che si comportano alla stregua di un ente pubblico: come se fosse che il loro fatturato sia funzione di un obbligo di legge…
È come dire che per fare certificati al Comune pago dei diritti di segreteria e quindi il Comune fa cassa in automatico in quanto è l’unico ufficio che ti può rilasciare il certificato che ti serve.
Peccato che per un’azienda non è la stessa cosa.

Ci sono spesso, in molte aziende, le cosiddette figure “tappo”: quelle che per dimostrare (a se stessi prima che agli altri) di avere un potere influente sulla vita dell’azienda devono necessariamente tarpare le ali a tutte le possibili “applicazioni di rischio calcolato” che comunque significano fatturato aggiuntivo (potenziale).
In fondo, quel fatturato non lo avresti comunque se non adottando un criterio volto ad un pizzico di maggior rischio, quindi che ci perdi?!?
Se la tua azienda è “ingessata” per personaggi così e non per difficoltà contingenti, devi fare un’attenta analisi sulla reale convenienza a tenerli…

Io, che da tempo ho molto moderato i miei istinti e l’irruenza giovanile, divento praticamente un fondamentalista quando vedo figure che, pur di giustificare la loro presenza, debbano complicare la vita commerciale dell’azienda che li paga (a volte non si capisce nemmeno perché…).
Come quei direttori commerciali, inesistenti di fatto, che l’unica cosa che riescono a fare è agire “nell’ombra” per delegittimare chiunque e far emergere solo se stessi.
Sono persone che non fanno bene alla tua azienda.
SOSTITUISCILE!

Se, invece, la tua azienda è davvero con il fiato così corto da non poter proprio reggere alcun tipo di “difformità commerciale” c’è da preoccuparsi.
Allora il tuo problema non è il “rischio calcolato” ma come evitare di chiudere.
A maggior ragione avrai necessità di agire in modalità straordinarie.
E siamo di nuovo al punto di partenza.

Il tuo problema non è lo sconto aggiuntivo o la rata aggiuntiva che autorizzi al tuo cliente ma come fare in modo di averli ‘sti clienti!
E se continui a comportarti come un ente pubblico, col piffero che ne troverai ancora! È il cane che si morde la coda!
A meno che tu sia una realtà talmente affermata e in posizione di leadership, rispetto alla tua concorrenza, da poterti permettere anche un pizzico di “spocchia”…

Diversamente devi capire che sebbene ti senti una Ferrari probabilmente sei, al massimo, una Punto dal buon allestimento.

Ognuno di noi pensa che la propria realtà sia sempre differente dalle altre e magari più gagliardaperché è la mia” ma bisogna avere la capacità di guardare le cose con occhi disillusi e obiettivi.
Solo così riesci a pianificare concretamente gli interventi utili alla sopravvivenza o al rilancio.
Solo se riesci a fare una corretta diagnosi (obiettiva e onesta) ed identifichi la vera patologia potrai, poi, applicare la terapia più giusta.

Mauro

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