Anno del Signore 2021, mese agosto, giorno 10. San Lorenzo non ci aiuta…

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«Eravamo 12 persone, oggi sono da solo e nonostante in questo momento l’azienda sia chiusa, mi ritrovo ancora qui a riflettere su quello che si poteva fare e non si è fatto.

Le difficoltà le avevamo anche prima del lockdown ma in fondo si arrancava ed in qualche modo si arrivava a fine mese.

Anche chi lavorava per me non poteva definirsi "agiato" ma in un modo o nell’altro tirava a campare e portava il pane a casa.

Il lockdown ci ha colto come un fulmine a ciel sereno, ma non potevamo farci niente (almeno così credevo)…

Tanti mesi senza toccare palla…

Poi si è ricominciato.

Ci accorgevamo che non era più come prima ma mi consolava l’idea che tra un aiuto di Stato, un prestito, la cassa integrazione, si potesse ripartire davvero.

“Dai che ce la facciamo!”, mi ripetevo, ma in fondo speravo che le cose si sistemassero da sole, continuando con determinazione a fare quello che sapevamo fare meglio e che avevamo sempre fatto anche prima.

Ma accadeva che le commesse diminuivano e chi aveva sempre acquistato da noi, adesso - complice lo smartworking - aveva anche imparato a conoscere l’e-commerce della concorrenza e noi non avevamo mai venduto con l’e-commerce.

“Ma esistiamo da sempre, ci risolleveremo, abbiamo superato altri momenti bui nel passato”, ma non fu così.

Già a dicembre dello scorso anno fui costretto a licenziare tre dei miei storici collaboratori e la cosa fu così dolorosa per tutti che solo a riparlarne mi viene il magone.

Erano con me da quasi vent’anni, hanno famiglia, ma io non riuscivo più a pagarli.

Mi avessero sferrato una coltellata nel costato, avrei sofferto meno di quanto è avvenuto con la decisione di licenziarli, ma dovevo salvare l’azienda. Dovevo provarci.

L’atmosfera si era fatta pesante e anche quelli rimasti cominciavano a temere per il loro futuro.

Oggi è il 10 Agosto 2021 e sono qui nonostante tutto, ma l’azienda è chiusa.

Non perché siamo in ferie. Abbiamo chiuso. Per sempre.

Forse bisognava inventarsi qualcosa mentre ero ancora in tempo, quando ancora si fatturava qualcosa, ma non ho saputo vedere oltre.

“Siamo bravi, abbiamo un ottimo prodotto, non possiamo fallire!”.

Tutto vero, ma non è bastato.

Dovevo capire che era giunto il momento di chiedere aiuto, ma non alle banche.

Quelle poi ti chiedono tutto indietro con gli interessi, come è sempre accaduto.

Cominciare a invertire la rotta, cambiare paradigma e aggredire nuovi mercati, magari con una rete vendite nuova di zecca, dedicata.

Ma mi son detto “chiamo uno che viene qui ad insegnarmi cosa devo fare quando è da trent’anni che faccio questo lavoro e prima di me mio padre e mio nonno. No, non voglio intrusioni”.

Forse avrei dovuto farlo. Magari saremmo ancora tutti qui.

Oggi San Lorenzo non ha più stelle cadenti per me.»

...

Ovviamente è una storia inventata, ma è davvero così distante da quello che potrebbe accadere a molte aziende?

Quello che è accaduto quest’anno è talmente sconvolgente che deve presupporre la capacità di ritrovare la voglia e la follia positiva di saper ripartire come in una nuova startup.

E quando sei in startup sperimenti, hai entusiasmo, ti inventi, esplori nuove opportunità, apri nuove strade.

La pandemia ci ha confermato, ancora una volta, semmai ce ne fosse bisogno, che niente è per sempre se lasci che le cose facciano il loro corso senza che tu possa incidere con la giusta sferzata.

Voler cambiare è sintomo di lungimiranza e saperlo fare è la capacità dei grandi.

Quando le acque stagnano non puoi solo limitarti ad osservarle perché prima o poi non puoi più berne.

Agisci ora, prima che sia troppo tardi.

Cambia il tuo modo di fare le cose e adattati al nuovo contesto.

Solo così puoi avere la possibilità di risalire la china e potrai dire con cognizione “ho agito in tempo e ho salvato la mia azienda”.

In questi momenti bisogna “indossare l’elmetto e scendere in trincea”, anche se pensavi non dovessi più farlo.

Con una rete vendite arriveresti dove da solo non potresti mai arrivare e il tuo fatturato ne sarà la degna conseguenza.

Ma il tempo è breve ed è difficile che tu possa fare tutto da solo senza aggravare la situazione.

Perché intanto devi anche “mandare avanti la baracca”.

Creare e gestire una rete vendite non è solo un annuncio, qualche colloquio e le provvigioni che verranno.

È molto di più. È semplicemente un altro mestiere rispetto a quello che già fai.

Pensaci.

Mauro

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