Agenti di commercio? Tanti… Ma sarà vero?!?

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Ripropongo un mio commento ad un post apparso sulla bacheca Facebook di RadioAgenti.it:

Il dato è sconfortante ed è un primato che non ci può fare onore. A prescindere da quanti possano definirsi davvero agenti di commercio in senso "reale", il dato ci dice quanti, non avendo null'altro da fare rimpinguano le file dei cosiddetti "venditori" e "ci provano" perché sono, di fatto, disoccupati (poverelli...). Il fatto, poi, che qualcuno sostenga che solo il 10% di questi è da intendersi "professionista" avvalora questa ipotesi. Il problema della categoria è sempre stato questo. L'immagine che nel tempo si è venuta a delineare quando ti presenti come agente di commercio è divenuta equivalente a dire "siccome non ho un cavolo da fare faccio l'agente di commercio" con conseguente svalutazione dei VERI agenti di commercio con mandanti che riconoscono sempre meno valore alla categoria e al profilo ("tanto troverò sempre un DISPERATO per sostituirti"). Perché questo sia avvenuto è un discorso articolato e lungo da affrontare e non può essere fatto in questa sede. Non è l'invenzione dell'"Università dell'Agente di Commercio" che invertirà la tendenza. La rivalutazione non può partire dall'essere in sé professionali (che resta comunque una qualità imprescindibile) ma da una presa di coscienza da parte dei protagonisti verso le mandanti: rendersi conto che la figura dell'agente di commercio così come è sempre stata sinora non ha più motivo di esistere. Bisogna portare avanti una forte campagna di valorizzazione dell'agente che debba necessariamente passare dal riconoscimento della figura come parte integrante di un'azienda e non solo come banale "fornitore esterno" ("quello che produce fa tutto brodo tanto si paga da solo..."). Un'azienda che voglia risorse valide deve pagarle (account assunto) e investire sulla loro azione con sistemi coerenti per agevolarne l'acquisizione commerciale (parlo di marketing mirato, leads raccolti in modalità online e offline, brand-positioning, ...). Se una mandante "rischia" uno stipendio (con gli agenti "giusti", ovviamente) stiamo pur certi che farà di tutto per valorizzarne il lavoro. Non come accade adesso in cui si è preda di mandanti che, davvero, non hanno alcuna concezione di cosa sia una rete vendite o un agente SERIO. Ma tanto che ci perdono a "massacrare" risorse?!?

Mauro

Leggi anche: C’era una volta l’agente di commercio. Scenari.

 

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